Laboratorio di teatro di inclusione e integrazione
Quando l’arte serve a dare voce ai giovani, ad abbattere i pregiudizi e trova la sua forza nello stare insieme possiamo dire di essere riusciti ad “abitare un territorio” e questo lo si può fare solo creando ponti là dove, spesso, ci sono barriere. È nato con questo spirito il laboratorio teatrale “Convergenze”, all’interno del più ampio progetto “INTRECCI-Abitiamo il lametino” un’iniziativa di inclusione e integrazione dedicata ai cittadini di etnia Rom residenti nel Comune di Lamezia Terme, finanziata su fondi PR Calabria FESR FSE 2021-2027, che è già un percorso avviato a febbraio di quest’anno.
L’interessante progetto vede come referente l’Associazione Teatrale “I Vacantusi” APS, mentre le attività pratiche del laboratorio sono portate avanti dalla compagnia teatrale Mammut Teatro. Il percorso si ispira apertamente alle “non-tecniche” della celebre “non-scuola” di Marco Martinelli e all’esperienza di Capusutta, la ramificazione lametina che dal 2011 sviluppa questo approccio pedagogico sul territorio, portato avanti da qualche anno da Mammut Teatro.
Al centro del laboratorio troviamo il gioco collettivo, momenti di condivisione in allegria che diventa strumento di coesione sociale e partecipazione. L’idea ha abbracciato una ventina di adolescenti del territorio, con un forte coinvolgimento delle scuole e delle famiglie di etnia Rom e non solo. Il percorso vuole trasformare ogni ragazzo contemporaneamente in attore e drammaturgo attraverso la guida qualificata di Ernesto Orrico, Sabrina Pugliese e Achille Iera. I partecipanti stanno lavorando alla riscrittura di un testo antico, reinventandolo attraverso le improvvisazioni e costruendo lo spettacolo insieme articolandolo in tre fasi progressive: il training iniziale con un lavoro introduttivo sul corpo, sulla voce e sul movimento nello spazio scenico. Poi l’improvvisazione guidata che è il momento in cui la creatività spontanea dei ragazzi produce il materiale per costruire i nuclei drammaturgici. E, infine, la costruzione e realizzazione scenica dove la cura dei personaggi, dei dialoghi e degli elementi tecnici come luci, suoni e costumi riescono a creare una performance completa.
Gli incontri, della durata di tre ore ciascuno, si fermeranno per la pausa estiva per riprendere poi le attività il 21 settembre. Il traguardo è verosimilmente previsto per il 22 marzo 2027, giorno in cui i ragazzi saliranno sul palco per l’esecuzione dello spettacolo finale, al termine di un ultimo incontro intensivo di sei ore dedicato interamente all’allestimento illuminotecnico e audio.
È bello fare teatro offrendo così l’opportunità ai partecipanti di uno spazio in cui sperimentare la creatività in totale libertà, valorizzando le capacità di ognuno e promuovendo l’integrazione attiva nella vita collettiva.

