Rocco Familiari unisce pathos, humor e lirismo
“Per interposta persona” di Rocco Familiari – scrittore e drammaturgo che per Marsilio ha pubblicato anche L’odore e Il sole nero (da cui è tratto l’omonimo film diretto dal grande regista Krzysztof Zanussi) – è un romanzo che incanta per la sua eleganza stilistica e per la sua prosa mai scontata che racchiude e sintetizza la quintessenza di uno scrittore dal multiforme ingegno.
Difatti la narrazione non trova foce solo nel racconto ma nella moltitudine di argomenti che riesce a sviscerare mescolando abilmente riferimenti artistici, letterari e anche musicali. Attraverso una prosa misurata ma carica di tensione intellettuale, Familiari guida il lettore all’interno di un confronto continuo tra la freschezza della gioventù e la disincantata maturità.
“Non c’è dubbio che fossi molto amato. Lo provava il gran numero di studenti, per lo più studentesse, presenti alle mie lezioni, sebbene la materia che insegnavo non fosse obbligatoria.”
Il protagonista è David Lawrence, un professore ormai in pensione che ricorda la sua giovinezza come docente a Londra alla fine degli anni Sessanta. Diventa il confidente del timido allievo Philip, innamorato della compagna di studi Lynn; quest’ultima, però, è attratta proprio dall’affascinate docente. Nel tentativo di aiutare il ragazzo, il professore innesca un ambiguo (e certamente narcisista) meccanismo di seduzione – appunto – per interposta persona.
Intorno a questo triangolo sentimentale e ai suoi rischiosi esiti, ruota una galassia di figure femminili e maschili – reali e immaginarie – e interessanti riferimenti all’arte moderna, in primis alla figura di Francis Bacon; un suo trittico diventa, infatti, la chiave di volta del romanzo stesso. Il protagonista davanti a questo dipinto vive una sorta di corpo a corpo con la potenza dell’opera, che si rivela in tutta la sua affascinante, ossessiva e dirompente espressione.
“È un’opera forte, vitale, aggressiva, con qualcosa di sfatto però, decomposto, come se nel momento stesso in cui il corpo esprime il massimo della sua potenza fisica, questa debba richiamare inevitabilmente l’idea della fine, della morte.”
Alternando lirismo, pathos e un sottile humor, Rocco Familiari intreccia sapientemente il romanzo di formazione con la meditazione sull’arte e sul desiderio, regalando una narrazione dal ritmo incalzante e seducente in cui le passioni umane, la musica e l’arte continuano a risuonare a lungo nella mente del lettore.

